Bio-Agricoltura sociale tra territorio e carcere

Il Bio-Distretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo è una rete associativa a forte valenza territoriale che si è costituita nel dicembre 2016 coinvolgendo ad oggi 25 tra cooperative e aziende bio della provincia di Bergamo che operano con il metodo dell’agricoltura biologica favorendo l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate in agricoltura (disabili, detenuti ed ex detenuti, giovani con disagio sociale, rifugiati). Tra i soci istituzionali, oggi si contano otto comuni, il Parco Regionale dei Colli di Bergamo, alcune scuole superiori,  la Provincia ed il Comune di Bergamo.

Il Bio-Distretto, insieme all’Associazione Carcere e Territorio, ha individuato il modo per far interagire nel migliore dei modi l’agricoltura biologica e quella sociale.
L’attività sociale degli ultimi anni permette di tracciare un resoconto di come il lavoro in campo abbia un valore unico e straordinario per il reinserimento nel lavoro e nella società per chi proviene da una situazione complessa come quella del carcere.
L’attività fisica, il lavoro all’aria aperta, la cura che le piante richiedono, l’affiatamento della squadra, sono infatti tutti elementi che hanno dimostrato come la campagna sia una delle attività economiche con il più alto potenziale di apporto di valore sociale.

Dove è arrivato il percorso fin qui svolto dal Bio-Distretto insieme a Carcere e Territorio?
Quali sono le tappe raggiunte in questi anni?
Come può un’azienda intraprendere un percorso simile? Cosa comporta e come si deve muovere l’imprenditore?

Ne parleremo in un incontro dedicato sabato 5 giugno alle ore 16 all’interno della festa d’estate di Areté presso l’aula didattica della cooperativa.

L’incontro vuole essere un momento di riflessione e confronto rivolto sia agli operatori del settore che al pubblico interessato a scoprire la realtà di un valore sociale spesso poco compreso.

Interverranno il presidente di Carcere e Territorio Fausto Gritti, il coordinatore Gino Gelmi ed il presidente di Biodistretto Marco Zanchi.

L’evento richiede la prenotazione (clicca qui).

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