FIRAB difende la legge sul biologico e ne chiede la definitiva approvazione

FIRAB, insieme ad altre associazioni del settore bio, ha recentemente inviato una missiva alla Camera dei Deputati per sottolineare l’impellente necessità di approvare il ddl.

 

Il progetto recante le nuove disposizioni sul biologico è ormai in dirittura di arrivo. Il DDL 988 per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico è stato approvato con modifiche dal Senato lo scorso 20 maggio. Se ne attende quindi il riesame da parte della Camera.

L’iter dell’ultima approvazione appare tutt’altro che scontato e agevole: i detrattori hanno infatti avanzato le loro critiche, specialmente con riguardo all’agricoltura biodinamica.

Le difficoltà sorgono in merito ad una equiparazione, secondo alcuni impropria e possibilmente pericolosa, del metodo di agricoltura biodinamica a quello dell’agricoltura biologica.

Allo scopo di sostenere l’opportunità di approvare una legge sul biologico in tempi brevi al fine di adeguarsi agli obiettivi europei e difendere il primato italiano, si sono fatte avanti le associazioni di settore.

FIRAB e altre hanno infatti inviato una missiva ai deputati italiani per mettere in luce le vere ragioni del biologico italiano e confutare i rilievi fatti dai detrattori del biodinamico.

 

FIRAB

FIRAB è una fondazione italiana che rappresenta I produttori biologici e biodinamici. Come tale si fonda sull’idea che l’agricoltura biologica possa essere un virtuoso modello di sviluppo per il sistema agroalimentare e il consumo responsabile, al fine di realizzare gli obiettivi di giustizia ambientale e sociale. Per questo la sua attività è finalizzata a promuovere, sostenere, effettuare e divulgare innovazioni nel campo dell’agricoltura biologica e biodinamica.

Le tesi della missiva

Nella missiva, FIRAB e le altre associazioni del mondo bio rivendicano la centralità della legge in questione e ne richiedono un’approvazione rapida e risolutiva per scongiurare ritardi e tutelare così il primato italiano nel settore. E’ importante infatti che il biologico italiano rimanga in linea con gli obiettivi europei (in particolare la Strategia Farm to Fork per il 2030).

Il nucleo centrale della missiva è l’invito ad abbandonare i pregiudizi e le remore nei confronti dell’agricoltura biodinamica, su cui il dibattito è molto acceso, essendo essa la questione più controversa.

A questo proposito occorre fare chiarezza. L’agricoltura biodinamica si riconduce al metodo biologico, attuandolo in maniera più restrittiva: i suoi valori principali sono il rifiuto del solfato rameico e di altri agrofarmaci a base di rame e una preferenza per le sementi non ibride e open access. Nel panorama italiano il biodinamico è una realtà ancora poco diffusa: sulle 80mila aziende agricole certificate biologiche solo 4500 dichiarano di applicare il metodo biodinamico.

FIRAB riconosce che i principi che regolano l’agricoltura biologica e quella biodinamica abbiano basi differenti, ma non ritiene che l’equiparazione legislativa possa nuocere al settore.

Secondo FIRAB e le altre associazioni, le critiche di pseudo scientificità mosse nei confronti del biodinamico non avrebbero un vero fondamento se non quello di rallentare l’approvazione definitiva della legge a discapito del settore bio nel suo complesso.

Ciò, unito alla relativamente bassa incidenza dell’agricoltura biodinamica in Italia, non giustificherebbe un sabotaggio della legge sul biologico, che ora più che mai è di impellente necessità.

 

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